Mi ha molto colpito l’assenza del PD dalla manifestazione della Fiom del 9 marzo scorso a Roma. Lo considero un grave errore. Il fatto che ad essa abbia aderito anche il movimento No Tav non è una buona ragione per non partecipare. Tra l’altro chi ha preso la parola sul palco di San Giovanni per i No Tav è stato un iscritto al PD, che ha espresso il suo dissenso sull’alta velocità con grande garbo e ragionevolezza. Non era, tra l’alto, il solo del PD presente alla manifestazione. Ce n’erano molti altri, alcuni dei quali marciavano tenendo in mano, bene in vista, la bandiera del partito. Evidentemente non avevano perso tempo a sfogliare la margherita (o quel che ne resta dopo la cura Lusi), ma avevano capito il senso profondo di quella manifestazione. “È la manifestazione di tutti i democratici. In questa piazza – come ha detto Moni Ovadia – si parla la lingua della democrazia”. E cioè, la lingua dei diritti. I diritti sociali, e con essi in primo luogo il diritto al lavoro e alla dignità, sono il cemento della democrazia. Se tu disfi questi diritti, comincia l’erosione di ogni diritto.

È stato emozionante, almeno per me, vedere marciare per le vie di Roma migliaia e migliaia di operai, di giovani, di lavoratori che, in buona sostanza, erano lì per denunciare un mondo ingiusto al quale non vogliono rassegnarsi. Ho visto facce segnate dalla fatica, dalla preoccupazione, dalla rabbia, ma nel contempo facce consapevoli di combattere una causa giusta. Lavoratori che si oppongono alle ingiustizie, al ricatto, alle discriminazioni, che chiedono dignità, sicurezza, futuro. La straordinaria manifestazione di venerdì scorso ci dice che c’è una classe operaia che non ha nessuna intenzione di chinare la testa. Un partito come il PD deve saper cogliere la sostanza di quella mobilitazione.

 

2. Si è svolto ieri al Sant’Alphio Palace il congresso locale di Sel. È stato eletto segretario il dott. Alfio Grimaldi, già candidato a sindaco alle scorse elezioni amministrative di Lentini. Il congresso si è sostanzialmente diviso su due mozioni. L’una a sostegno, appunto, di Alfio Grimaldi, che è stata illustrata dallo scrittore Alfio Siracusano e l’altra, a sostegno della segretaria uscente, la prof. Maria Cunsolo, illustrata da Marco Saraceno.

Sulla mozione di Alfio Siracusano si ritrovano, in larga parte, gli ex diessini, passati nel PD e, alla vigilia delle ultime elezioni amministrative, transitati in Sel. Questa parte di Sel fa capo al gruppo vicino al consigliere comunale Saverio Bosco, che comprende, per intenderci, personaggi come Alfio Siracusano, Pippo Cosentino, Pippo Innocenti, Alessio Bufalino, Mario Bosco ed altri. L’altra mozione è sostenuta dall’ala movimentista di Sel, soprattutto ex Rifondazione comunista ed ex Verdi, che fa capo alla prof. Cunsolo, a Marco Saraceno, a Salvo Patania, ad Alessandro Sudano ed altri. Si sono, in buona sostanza, scontrate due visioni diverse, se non opposte, di fare politica.

Secondo Maria Cunsolo, Sel deve soprattutto rompere <<i vecchi schemi tendenti alla “personalizzazione” e alla costruzione di “leadership” in base al numero delle tessere o ai consensi occasionali nei congressi, che poi si nullifica nel concreto operare nel territorio>>. La politica deve, insomma, basarsi sui principi della condivisione e della democrazia partecipata. Più movimento e meno politicismo. Più innovazione e meno sguardi rivolti al passato.

Dall’altra parte, si guarda ad un partito più strutturato, che lasci meno spazio allo spontaneismo e al movimentismo fine a se stesso. Il partito deve avere un progetto con il quale confrontarsi con le forze sociali, con i movimenti, ma anche con le forze politiche del centrosinistra, innanzitutto con il PD. E il rapporto con il PD credo che sia uno di temi non risolti del dibattito interno. Molto apprezzato l’intervento di Saverio Bosco che ha mosso una critica molto dura, ma fortemente argomentata, nei confronti di chi, all’interno di Sel, ha manifestato, nelle settimane scorse, simpatia verso il cosiddetto Movimento dei Forconi, sottovalutando la vera natura di questo movimento, che non ha nulla a che vedere con la storia del movimento bracciantile e popolare siciliano, ma si è, invece, nutrito della peggiore politica isolana. Un augurio, comunque, a Sel e ad Alfio Grimaldi perché sappiano trovare la strada per collaborare con tutte le forze del centrosinistra.

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