Già nei lontanissimi tempi della mia infanzia mi chiedevo quale potesse essere il prosieguo della favoletta di Cappuccetto Rosso.

La morte del lupo cattivo, grazie al provvidenziale intervento del Cacciatore, avrebbe dovuto inaugurare il regno della bontà e della sicurezza, senza più lupi cattivi, con nonne un poco più avvedute e meno imbolsite, e con cappuccetti rossi resi forti ed esperti dallo scampato pericolo.

Naturalmente la lettura “ingenua”, lineare e sequenziale, della fiaba dovette presto lasciare il passo a quella “simbolica”, quindi circolare ed evocativa: le nonne fanno sempre la stessa fine, i lupi non finiscono mai, e i cappuccetti rossi continueranno sempre ad essere insidiati in tutti i modi.

Chi è – oggi – Cappuccetto Rosso? Ovviamente, la parte più debole della popolazione, i non garantiti e non raccomandati, i giovani che non riescono a superare le difficoltà,  quelli che il geniale sottosegretario tecnico professore  Martone chiama “gli sfigati”, quelli che a cinquant’anni si ritrovano disoccupati “per motivi economici”, quelli che nelle città muoiono affogati nel benzene e nel particolato, quelli che l’amianto non lo hanno digerito per bene, quelli che per superare la crisi non si accontentano di avere – regalato dal governo “tecnico” – il conto corrente ( e quanto “corrente”!) in banca e cercano di sgraffignare qualcosa al supermercato, quelli che per la sola colpa di essersi imbattuti nel magistrato sbagliato si vedono riconosciuti innocenti dopo vent’anni, quelli che le  sproporzionate tasse le devono pagare fino all’ultimo soldo e in anticipo, quelli che la vita devono rincorrerla e afferrarla con le unghia e con i denti per non perderla.

E il “lupo cattivo”? Ciascuno di noi ha il suo lupo cattivo, ciascuno vi intravede una sagoma personalizzata. Ma, per restare nell’attualità, vero o falso che sia, a torto o a ragione, non c’è dubbio che agli occhi di molti il prototipo del moderno “lupo cattivo” sia il cav. Berlusconi; il quale però è stato convinto a dimettersi ( per “generosità”) non tanto dalla veemenza dell’opposizione o dall’intervento del Cacciatore, quanto piuttosto dai consigli dei suoi fidati amministratori di Banca Mediolanum (nella quale il Cav. ha una “grossa partecipazione”, per dirla con un eufemismo).

È infatti accaduto che nel bosco si aggirava una Bestia peggiore di qualsiasi lupo, ovvero una crisi finanziaria internazionale che prediligeva come obiettivo l’Euro. Gli speculatori, che per definizione sono sempre “esterni” anche se così non fosse, scommettevano sulla crisi dell’euro per il semplice fatto che questa moneta non ha veramente una banca alle sue spalle che la difenda; per cui il rischio di crollo investiva i paesi con più debiti, e segnatamente le loro banche.

A questo punto arriva il Cacciatore, che vedrei nelle vesti candide ed onorevoli del Presidente Napolitano: il Governo non c’è più, ma si può fare un “Governo del Presidente” formato, per salvare le banche italiane e quindi l’Italia, da banchieri e da loro affidatari.

Il lupo si mette anche lui con le spalle al sicuro, e ci sta, seppure malvolentieri; la vecchia nonna ( nella parte ci vedrei bene il PD ) si sbarazza finalmente del lupo e contemporaneamente si risparmia i rischi della lotta controla Bestiadel bosco, e quindi rinuncia a reclamare nuove elezioni, e ci sta. I tre dell’Ave Maria ( Casini, Fini e Rutelli), che non erano nella fiaba, riescono finalmente a entrarci e ad avere anche loro una casetta nel bosco, e ci stanno a cuor contento, anche se con qualche disavventura ( a Rutelli qualcuno ha rubato il cestino con la marmellata).

Ora qualcuno dice che i “tecnici” hanno sconfittola Bestiadel bosco, qualcun altro dice che invece essa si aggira ancora nelle vicinanze. Rimane però il fatto che a Cappuccetto Rosso mancano ormai sia la focaccia della mamma sia quelle quattro fragoline che aveva raccolto, perché  per allontanarela Bestia– e salvare le banche e con esse tutta l’Italia – sono state usate anche le briciole di ciò che teneva per alimentarsi.

Adesso Cappuccetto Rosso è orgogliosa di aver salvato l’Italia e tutto il bosco, ma da mangiare non ha più niente. E nel frattempo, tutti gli altri abitanti del bosco si stanno affannando per capire come possono aiutarla a … vivere senza mangiare, a mangiare senza lavorare, a lavorare dopo essere stata licenziata; ovviamente, “per motivi economici” e per salvare la patria.

Probabilmente, Cappuccetto Rosso, prima di fare una brutta fine non le resta che appellarsi nuovamente al Buon Cacciatore, alla enorme riserva di credibilità e onorabilità di cui giustamente gode  il presidente Napolitano.

A questo proposito tuttavia, se potessimo, vorremmo rivolgere al Presidente una domanda: probabilmente è stato giusto il Suo intervento per consigliare il Governo a partecipare alla guerra di Libia; probabilmente è stato utile il Suo intervento volto a costituire un governo al limite della legittimità Costituzionale; ma con il Suo intervento, seppure attraverso il “bel gesto” di favorire una rappresentante del mondo femminile, per indicare persino il Suo successore, non Le sembra di esagerare un pochino e di mettere a rischio una pur piccola porzione della Sua credibilità?

 

 

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