1. Penso che sia una contraddizione in termini la richiesta del Consorzio “Centro commerciale naturale via Garibaldi2010” di abolire la zona a traffico limitato in via Garibaldi. Che cosa c’è, infatti, di meno naturale di tante auto e moto che, mentre riescono a rendere più complicata la passeggiata serale, difficilmente porteranno ad un incremento delle vendite commerciali?

Il sindaco ha ritenuto di accogliere, in via sperimentale, la richiesta dei commercianti. Ha fatto bene? Probabilmente, no. Ed è legittimo che chi pensa che il sindaco abbia sbagliato esprima delle critiche. Condivido meno l’esibizione <<muscolare>> dei propri convincimenti. Ed anche certi confronti arditi. Non mi pare ragionevole paragonare via Garibaldi a Wall Street, famosissima strada di New York.

L’ordinanza di cui si parla ha avuto, per alcuni (non so se pochi o molti), un impatto negativo. Anche perché ha coinciso con la chiusura forzosa della Villa comunale.

Si tratta, comunque, di un periodo di sperimentazione, durante il quale sarebbe utile ragionare con spirito costruttivo. Si può evitare che su ogni cosa si metta in scena uno scontro di civiltà? È sempre vero che da un lato ci sono gli ottimati, che hanno sempre ragione, e dall’altro gli incivili, che hanno sempre torto?

La verità è che via Garibaldi non è più frequentata come un tempo, e non solo durante la stagione invernale. Non è più il salotto della città. In parte, perché sono cambiate le abitudini dei lentinesi, in parte perché non esercita più alcun fascino per come essa è oggi ridotta (pavimentazione e marciapiedi dissestati, illuminazione funerea, arredo urbano inesistente, facciate private spesso malandate).

Serve, allora, uno sforzo per cercare di invertire questa tendenza, senza cedere a logiche di abbandono e di rassegnazione. E nemmeno senza pensare che è solo un problema di volontà politica e non soprattutto di risorse finanziarie.

La scommessa è fare vivere davvero la filosofia profonda dei centri commerciali naturali. E in questa prospettiva è fondamentale l’intesa tra i commercianti e l’amministrazione comunale.

Abbiamo bisogno di un progetto ambizioso di riqualificazione di tutta l’area che comprende via Vittorio Emanuele III, piazza Beneventano, via Murganzio, via Garibaldi e la villa Gorgia.

Questo progetto si potrà realizzare se si utilizzano tutte le opportunità e se si costruisce un rapporto positivo anche tra gli operatori commerciali e il Comune. Se la mancanza provvisoria dell’isola pedonale aiuta questa intesa, ben venga.

Un impegno, però, i cittadini possono, a questo punto, pretenderlo dall’Amministrazione comunale, quello di garantire che nei giorni in cui rimane la zona a traffico limitato (sabato e festivi) i divieti siano effettivamente rispettati e ci sia una presenza costante dei vigili urbani.

 

2. A me Massimo Calearo non è mai piaciuto. Non perché fosse un imprenditore o un personaggio moderato, ma perché mi era sembrata, a pelle, una persona volgare e priva di valori morali.

In questi quattro anni di attività (si fa per dire) parlamentare ha dimostrato tutta la sua miseria morale. Eletto nel (anzi nominato dal) PD, sponsor Valter Veltroni, passò con Scilipoti perché non si sentiva di votare la sfiducia a Berlusconi, poi passò con l’API di Rutelli, che, a differenza di Veltroni, non poteva dire di non conoscerlo. Ora si dichiara esponente del gruppo <<Popolo e territorio>>, di cui presidente è l’on. Silvano Moffa. Ma non è entusiasta nemmeno di quest’ultimo approdo.

Ai microfoni de La Zanzara – Radio 24 hadato il meglio di sé esibendo il Calearo-pensiero. <<Dall’inizio dell’anno alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi familiari. Rimango a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a premere un pulsante>>. Allora si dimette da parlamentare? Dimissioni? No, perché al posto mio entrerebbe uno del Pd molto di sinistra, un filo-castrista. Poi rivela: <<Con lo stipendio da parlamentare pago il mutuo della casa che ho comprato, 12mila euro al mese di mutuo. È una casa molto grande…>>. C’è da stupirsi, se nell’opinione pubblica monta un irrefrenabile moto di antipatia verso simili soggetti? Nell’intervista, per la verità, ci sono altre perle. L’acquisto di una Porsche con targa slovacca perché lì si pagano meno tasse rispetto all’Italia. E il giudizio sui gay, che l’onorevole non considera per nulla normali. Se fossi un napoletano, direi: E quist è ommu? Quist è du metri i tubb i ciessi.

Mi auguro che ci sia un modo per allontanare dal Parlamento quest’individuo così poco onorevole. Il suo comportamento sicuramente contrasta con l’art. 54 della Costituzione, che recita che <<I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore>>.

Annunci