Ero indeciso su cosa scrivere per l’edizione di oggi della Rivista del Lunedì. Sono tanti gli avvenimenti che stuzzicano la nostra attenzione. Ma due fatti mi hanno aiutato a scegliere. Il primo è stato un vecchio articolo di giornale, capitatomi casualmente tra le mani, che parlava della strage di San Sebastiano avvenuta a Caltavuturo, un piccolo comune in provincia di Palermo, il 20 gennaio 1893. Siamo al tempo dei Fasci Siciliani, quando prese corpo, tra il 1891 e il 1893, un grande movimento popolare, democratico e socialista, che raccoglieva settori di proletariato urbano, minatori, operai, ma soprattutto braccianti agricoli e contadini poveri, che cominciarono ad organizzarsi e a lottare per ottenere migliori condizioni di vita. Questa povera gente chiedeva al sindaco di Caltavuturo di dividere tra i contadini affamati le terre che il duca di Ferrandina aveva ceduto al comune per estinguere i cosiddetti “usi civici”, cioè il diritto che, per secoli, avevano avuto gli abitanti del paese di recarsi sui feudi per raccogliere legna e verdura. Quei terreni comunali, circa250 ettariubicati in contrada San Giovannello, furono, invece, concessi a gabella ed in affitto a prestanome di grossi proprietari ed addirittura, senza bisogno di prestanome, direttamente al segretario comunale di Caltavuturo, Antonio Oddo. La rabbia e i soprusi subiti spinsero i contadini ad occupare all’alba del 20 gennaio prima i terreni di San Giovannello e, poi, a tarda mattinata, a protestare in massa davanti al Municipio, chiedendo di parlare col sindaco. Né il sindaco né alcuno degli amministratori si fecero trovare e così i braccianti decisero di tornare ad occupare i terreni comunali. A quel punto, in pieno centro, senza tanti preamboli, i soldati e i carabinieri spararono sulla folla, uccidendo tredici braccianti e ferendone altri ventisei. Fu una tragedia immane, che ebbe vastissima eco in tutto il Paese. Da allora sono passati 119 anni, ma non è un buon motivo per dimenticare.

Questa seconda parte del mio articolo nasce da una precisa richiesta di Guglielmo Tocco, che sono andato a trovare ieri sera. Appena arrivato, mi ha subito chiesto dell’iniziativa, organizzata da Salvatore Amore e Giuseppe Cardello, <<Conta la musica, viaggio letterario musicale con Claudio Buccheri>>, che si è svolta venerdì scorso al Sant’Alphio Palace Hotel di Lentini. Gli ho riferito le mie impressioni, più che entusiastiche. Lo “spettacolo”, perché è stato anche questo, mi è piaciuto molto. Ed è stato un viaggio letterario e musicale denso di emozioni e di talento, che mi ha coinvolto moltissimo. L’intervento conclusivo di Claudio è stato, a mio giudizio, una grande lezione di vita. La chiacchierata con Guglielmo è, però, servita anche a riflettere su questa nostra città, che vive, sicuramente, un momento difficile, ma non è per niente una città morta, come spesso viene dipinta. Anzi, sta dimostrando una vivacità culturale davvero sorprendente, che fa emergere personalità e talenti a volte sconosciuti o trascurati, che devono essere valorizzati. E il comune di Lentini sta dimostrando, su questo versante, una grande sensibilità. Concordavamo con Guglielmo sul fatto che l’impegno di Nuccia Tronco come assessore alla cultura si sta rivelando prezioso. Sono numerose le iniziative patrocinate ed organizzate dal nostro Comune negli ultimi mesi. Ne cito alcune, chiedendo scusa per quelle che sicuramente dimentico: la Festa del libro del 10 novembre scorso promossa da Guglielmo Tocco, che ha visto la partecipazione della compagnia Encelado Superbo; la conferenza del 23 gennaio durante la quale vi è stata la scopertura degli altorilievi in bronzo raffiguranti i filosofi Gorgia e Socrate, realizzati da Nella Pizzo e donati al comune, e la proiezione del film “La verità è donna” tratto da una pièce teatrale di Maria Marino; il San Valentino in poesia di Guglielmo Tocco al Cine Teatro Lo Presti – Odeon; la presentazione del libro di Graziella Priulla, “L’Italia dell’ignoranza”, del 2 marzo; lo spettacolo teatrale “Casa di bambola” di Ibsen, con l’adattamento e la regia di Mariella Peligra del 7 marzo, l’incontro del 12 aprile con Marco Leonzio, autore del libro “L’Etna, il vino, i mercanti”; le esibizioni fantastiche dell’Orchestra giovanile Vittorio Veneto del 1° Istituto comprensivo di Lentini, che abbiamo ascoltato in varie occasioni e che avremo il piacere di ascoltare ancora in piazza Duomo per la Festa di Sant’Alfio. Insomma, non è poco per una città moribonda. E ci sono molte altre iniziative organizzate dalle tante Associazioni che costantemente operano nella nostra città. È questa la Lentini che bisogna incoraggiare.

Annunci