Ho fatto un sogno. Un terribile sogno; tutt’altro che quello di Martin Luther King. Uno di quei sogni che, al risveglio, si vorrebbe non aver mai fatto.

Era dunque in procinto di esplodere la terza guerra mondiale, ma nessuno sembrava accorgersene e tutti continuavano ad affaccendarsi nelle usate beghe di cortile, mostrando quel particolar modo di essere “distratto”, tipico di chi non vuol vedere.

La Germania, con l’appoggio della Francia collaborazionista di Sarkozy, aveva invaso la Polonia e l’Olanda, aveva strangolato la Grecia, e aveva messo il guinzaglio all’Italietta. Il tutto senza un colpo di cannone, solo con la potenza di fuoco delle banche e dell’alta finanza.

A mettere in subbuglio l’Africa ci aveva già pensato napoleone il piccolo, desideroso di regalare all’ultimo dei suoi pargoli un bel mucchietto di pozzi di petrolio fregati all’ENI.

Ma siccome la storia a volte si ripresenta secondo gli stessi automatismi, mai però con le stesse forme, questa volta non il Giappone stava per invadere la Cina, bensì quest’ultima portava il “sol dell’avvenire” nel Paese del Sol Levante.

Nel frattempo, Israele e Iran si scambiavano bombe atomiche con disastri irrecuperabili per decine di decenni.

In Italia, un governo composto da membri semisegreti della Commissione Trilateral, economisti e usurai provenienti dalle peggiori banche d’affari internazionali, ingenui e sprovveduti studiosi pescati nel sottobosco delle commissioni di studio dei partiti e promossi ministri o sottosegretari, mascherava i tributi forzati alla Germania rinnovando la strategia della tensione: senza bombe, ma con continui sms nei telefonini della popolazione che veniva minacciata di “finire come la Grecia” e di gravi tragedie se non accettava di pagare i tributi.

Naturalmente, i “doverosi” tributi venivano chiesti a chi li pagava già e a chi non si poteva sottrarre, mentre a tutti gli altri veniva riservata solo qualche episodica azione dimostrativa. I partiti, impoveriti e impauriti, stavano sull’Aventino.

Una martellante campagna tv indirizzava nel frattempo aspre rampogne a tutti gli evasori fiscali e parassiti sociali, simbolicamente ritratti attraverso l’immagine di un povero cristo con la barba trascurata e i tratti meridionali ( tipo “impiegato del catasto nel comune di Roccapalumba”), lasciando così intendere che quelli biondi con gli occhi azzurri la cravatta regimental e la giacca Armani sono invece degli insospettabili e dei benemeriti.

A un certo punto nel brutto sogno sono arrivati tre ragazzotti – uno isterico, l’altro con la fissa di fare il martire, l’ultimo  pervaso da incrollabile confusione – che si sono messi a sparare a casaccio contro il capitalismo.

Tanto a casaccio, che hanno finito per prendere alle gambe un tizio che sarebbe un rappresentante degli interessi legati al nucleare: dopo che il Giappone ha sostanzialmente chiuso tutti gli impianti nucleari, dopo che Francia e Stati Uniti hanno radicalmente frenato su ogni ulteriore sviluppo del nucleare, dopo il referendum del 2011, questi ragazzotti non hanno trovato di meglio che prendersela con questo tizio: vabbè che sono antagonisti anarchici contrari anche agli anarchici, però: o non hanno letto i giornali degli ultimi due anni, o sono contrari anche a guardare ogni tanto la tv, o il pensiero gli funziona (se funziona) solo con anni di ritardo, oppure sono proprio funzionali a un’azione diversiva e mistificante.

Nessun complotto, per carità; almeno, non nella realtà: in Italia i complotti non esistono; e i casi Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino, strage di Milano, strage di Brescia, strage di Bologna saranno presto risolti con la massima chiarezza e l’arresto definitivo di tutti i colpevoli che marciranno in carcere per il resto dei loro giorni.

“La vita è sogno”, scriveva Calderon de la Barca; per fortuna, in questo caso non è applicabile la proprietà commutativa. Il brutto sogno rimarrà tale, relegato nei più bui anfratti delle sinapsi e dei neuroni cerebrali: in fondo, napoleone il piccolo è già caduto dal trono di Francia, e si può sperare che Hollande possa essere un nuovo De Gaulle, seppur un poco più bassino; Ah, se in Gran Bretagna venisse fuori un nuovo Churchill! in Germania, non tutti sono ciechi e sordi, e il vecchio gioco della democrazia e delle elezioni può riservare qualche bella sorpresa.

E in Italia?

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