1)

L’orribile, inumano, inaccettabile massacro di ragazzine nella scuola di Brindisi lascia inebetiti. Come si può? Come hanno potuto concepirlo e metterlo in atto? Qualunque sia la matrice, i mandanti e gli esecutori sono esseri estranei al genere umano. Neanche il termine “assassini” è sufficiente per loro. Chiunque l’ha pensata, chiunque l’ha messa in atto, chiunque ne è venuto a conoscenza e non ha fermato l’orrendo crimine si è macchiato di un delitto contro l’umanità, la speranza, l’innocenza. E lo ha fatto per raggiungere degli obbiettivi, per conseguire risultati e utilità.

Non possono essere perdonati. Non possono farla franca. Né noi tutti, cittadini pacifici, possiamo tacere e subire la bestiale violenza di pochi.

Partecipiamo a tutte le iniziative possibili contro il terrorismo e contro la mafia.  Reagiamo con tutte le nostre forze. Per Melissa, per i ragazzi feriti, per i nostri figli, per la convivenza pacifica, per la libertà e per il futuro.

2)

Nel pomeriggio di sabato 19 in piazza Umberto si è svolto un presidio di lutto e di reazione a cui ha partecipato una buona rappresentanza della città e dei partiti. Per mantenere un livello minimo di civiltà è importantissimo fare sentire alle belve che l’intera Italia è contro di loro, che sono esclusi ed isolati, che non piegheranno una nazione civile con la loro violenza, né otterranno trattative di qualsiasi tipo e a qualsiasi livello.

3)

Finalmente è giunta l’ora di Gaetano. La statua del Libero Randagio amico di tutti i lentinesi è stata collocata in piazza Taormina domenica 20 maggio. Grazie a lui e al grande Enzo Caruso, apostolo dell’amore per gli animali, l’intera città è cambiata ed è migliorata enormemente. L’attenzione e l’amore per gli animali sono diventati tratti distintivi dei lentinesi. Una delle più alte ragioni dell’orgoglio lentinese. Uno dei segni di riconoscibilità della nostra città.

4)

Il neo Presidente francese Holland appena eletto ha nominato i 34 ministri del suo Governo. 17 di essi sono donne. Non ha aspettato una legge he glielo imponesse. D’altra parte non c’è nessuna legge che lo impedisce. Neanche in Italia c’è una legge che lo impedisce, ma finora nessun presidente del Consiglio ha fatto qualcosa del genere. E nessun Presidente di Regione, nessun Presidente di Provincia, nessun Sindaco.

Dicono che i maschi sono più bravi. E certo, se le donne continuano ad essere escluse, come faranno mai a crescere? E nel  frattempo a perderci di più non sono loro, ma l’intera Nazione, alla quale vengono a mancare la metà dell’intelligenza, della sensibilità, delle motivazioni, degli slanci di cui potrebbe disporre.

In realtà i criteri per la scelta di un ministro o di un assessore (regionale, provinciale o comunale che sia) talvolta sono meritocratici, ma molto più spesso sono di ordine politico: sono i partiti di provenienza che li scelgono, in base alla loro fedeltà (ai capi dei partiti), al loro peso elettorale, agli equilibri interni. Si tratta, dunque di criteri politici che tengono in grandissimo conto le esigenze dei partiti. Aumentare fortemente la presenza delle donne nel Governo o nelle Giunte risponderebbe a criteri politici di ben più ampia prospettiva, permetterebbe di mettere in circolo risorse straordinarie per qualità e quantità.

Non posso fare a meno di pensare al contributo che alcune assessori donne hanno dato alla nostra città. Le ricordo tutte con molta ammirazione, alcune, come Maria Marino, con affetto, ma penso che per una ragione o per l’altra alcune si sono distinte particolarmente: la inarrivabile Graziella Vistrè, Lidia Costanzo e Maria Arisco.

Mi fa piacere cogliere l’occasione per complimentarmi con Nuccia Tronco, l’attuale assessore (tra tante altre cose) alla Cultura. Non sono in grado di seguire e giudicare tutti quanti i suoi ruoli  in Giunta, ma per quanto riguarda il campo che seguo meglio, la cultura, posso spingermi a dire che si sta dimostrata formidabile.

Speriamo che il suo esempio incoraggi i sindaci, i partiti, gli elettori a riflettere meglio, quando ci sarà da scegliere in futuro.

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