Ieri abbiamo persino battuto gli inglesi ( con il pallone, però!): cosa possiamo chiedere di più? Ci fosse un altro Vincenzo Monti, altrettanto fine rimatore e abile doppiogiochista, potrebbe poetare declamando le lodi dell’imperituro Bel Paese.

Oppure, consolando gli inglesi, si potrebbe ricorrere ad un nuovo Skakespeare che, nonostante … “la tempesta “… in cui l’Italia si trova, faccia rinnovellare per noi le parole di Miranda: “ Oh mirabile e ignoto mondo che possiedi abitanti così piacevoli!”

Gli occhi d’artista possono fare miracoli. Agli altri comuni mortali tocca invece guardare a fatti e cose con prosaico realismo.

Ed ecco allora succedersi le immagini rimandate dalle news dei media, dalle quali emerge un Paese che non riesce a smaltire tutta la spazzatura, a far funzionare decentemente le ferrovie, a completare la Salerno – Reggio Calabria, a organizzare il sistema sanitario senza truffe e ruberie.

Un Paese pieno di debiti, che continua a spendere dissennatamente per mantenere partiti che non sono democratici nella loro organizzazione interna,  che usano senza reali controlli soldi pubblici ricevuti come “rimborso spese” nonostante un referendum abbia negato il finanziamento pubblico ai partiti, che nelle regioni continua ad assumere dirigenti e a pagare “ambasciate” all’estero, e che quando deve risparmiare trova il modo di tagliare i fondi ai servizi essenziali.

Un Paese dove i profitti sono organizzati secondo il modo di produzione capitalista, cioè a vantaggio di pochi, mentre le perdite vengono distribuite secondo il modo di redistribuzione socialista, cioè pagano tutti quelli a reddito fisso.

Un Paese a democrazia parlamentare, dove il Parlamento non elegge il governo e può solo traccheggiare per far finta di condizionarlo; dove una ministra prima piange come una sensibile vergine in fiore, poi si mette a fare la maschilista con i modi tipici del peggior “machismo”; dove di sufficientemente democratico sono rimasti soltanto i sindacati e una buona parte dei sindaci comunali, mentre a comandare davvero sono banchieri, funzionari ministeriali e corporazioni.

Ma è il nostro Paese, e lo amiamo comunque, come si amano la mamma e i nonni, arrivando persino a scherzare sui loro difetti. Infatti, i leader politici più in voga sono quelli che fanno ridere, e quelli che più facilmente ci ricordano la nostra infanzia. Ogni tanto si brontola o si alza la voce, ma più che altro per animare i dibattiti o per dimostrare che si esiste.

Se questo è il “mondo nuovo”, è molto simile al “Brave New World” descritto da Huxley, dove il controllo mentale dei cittadini è assicurato attraverso reti televisive e giornali quasi tutti in mano ai peggiori imprenditori e finanzieri in circolazione.

A volte sembra appunto di vivere dentro un romanzo di fantascienza di genere distopico, tante sono le cose orrende cui siamo  ormai assuefatti.

Chi è cresciuto con l’idea di giustizia piantata nella coscienza è costretto ad assistere ad un uso talora spregiudicato del diritto-dovere di indagare sui reati, con indagini cha partono in modo clamoroso (e tutt’altro che riservato) per poi finire via via per assottigliarsi come la coda di un topo, e non di rado concludersi con un nulla di fatto che però non ripaga mai chi si è visto infamato per anni da accuse ingiuste.

Chi è cresciuto con l’idea che la Chiesa sia espressione – vera o presunta – del divino, è costretto ad assistere a vicende vaticane che sembrano far riemergere peccati e intrighi dei secoli più bui.

Chi è cresciuto con l’idea della politica come impegno civico alimentato da una ispirazione  a valori diversi ma non contrapposti alla morale, con l’idea dell’azione politica come prefigurazione del fine nel mezzo, è costretto ad assistere ad un dibattito politico miserevole , a gesti politici finalizzati alla personalizzazione del fine, alla strumentalizzazione del mezzo.

Eppure, chi è cresciuto con l’idea che l’umanità, tra prove ed errori, tra progressi ed arretramenti, ha sempre finito con il fare dei passi avanti e così continuerà a fare, chi è cresciuto contestando il pessimismo paralizzante di conservatori e tradizionalisti, sicuramente saprà scorgere i segni positivi che possono far pensare a tempi migliori, se riescono ad unirsi le energie di chi ha esperienza e di chi ha entusiasmo.

… “Amate sponde”…, quest’estate il mare è un poco più  sporco; ma lo ripuliremo; siamo pieni di debiti ma, in fondo, le “cambiali” le hanno inventate gli italiani già tanti secoli fa … e a ottobre, forse, si potrà dare un primo colpo alla botte con le elezioni in Sicilia. Bisogna provarci.

 

 

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