Archive for luglio 2012

Mentre qui si pensa a far cassa… di Elio Magnano

Mentre da noi si pensa di “far cassa”con tagli ai soliti noti mascherandoli con il termine di “spending review” in Francia ecco cosa ha fatto Hollande in 56 giorni di governo.
Ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate.

Ha fatto inviare un documento (dodici righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava l’abolizione delle “vetture aziendali” sfidando e insultando provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo “un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure”.
Touchè.
Via con le Peugeot e le Citroen.
345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati “per aumentare la competitività e la produttività della nazione”.

Ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito “socialmente immorale”)

Ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno.
Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal compact) senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto 59.870 laureati disoccupati, di cui 6.900 dal 1 luglio del 2012, e poi altri 12.500 dal 1 settembre come insegnanti nella pubblica istruzione.

Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali.

Ha istituito il “bonus cultura” presidenziale, un dispositivo che consente di pagare tasse zero a chiunque si costituisca come cooperativa e apra una libreria indipendente assumendo almeno due laureati disoccupati iscritti alla lista dei disoccupati oppure cassintegrati, in modo tale da far risparmiare soldi della spesa pubblica, dare un minimo contributo all’occupazione e rilanciare dei nuovi status sociale.

Ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste, rivistucole, fondazioni, e case editrici, sostituite da comitati di “imprenditori statali” che finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di piani business legati a strategie di mercato avanzate.

Ha varato un provvedimento molto complesso nel quale si offre alle banche una scelta (non imposizione): chi offre crediti agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve agevolazioni fiscali, chi offre strumenti finanziari paga una tassa supplementare: prendere o lasciare.

Ha decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro all’anno.
Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo garanzia welfare che attribuisce a “donne mamme singole” in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durata di cinque anni, finchè il bambino non va alle scuole elementari, e per tre anni se il bambino è più grande.
Il tutto senza toccare il pareggio di bilancio.

Risultato: ma guarda un po’ SURPRISE!!
Lo spread con i bund tedeschi è sceso, per magia. E’ arrivato a 101 (da noi viaggia intorno a 470).
L’inflazione non è salita.
La competitività e la produttività nazionale è aumentata nel mese di giugno per la prima volta da tre anni a questa parte.
Ma Hollande è un genio dell’economia?

E invece, secondo i liberal del PD, dovremmo continuare a somministrare agli italiani la ricetta Monti.

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Mario Strano

Con Mario Strano se ne va un pezzo molto significativo di “politica d’altri tempi”. Ci ha lasciati il 12 luglio del 2012.

Era nato a Lentini  1° gennaio del 1926. La sua famiglia veniva da Aci Catena (Orazio Strano, il cantastorie, era suo zio)

Cominciò a lavorare da “panararo” prima e da bracciante poi.

Il suo innato e fortissimo senso della giustizia lo portò da giovanissimo a partecipare alle lotte bracciantili e a frequentare la Camera del Lavoro, di cui divenne presto dirigente.

Contemporaneamente militava anche nel Partito Comunista, dove era considerato giovane su cui puntare. Per questa ragione il suo partito a fare esperienza in Emilia Romagna. Qui conobbe da vicino gli scioperi a rovescio, che i lavoratori disoccupati praticavano nei confronti dello Stato, sistemando strade interpoderali, fossi di scolo, canali autonomamente e senza certezze di remunerazione.

Tornato a Lentini divenne segretario della Camera del Lavoro in un periodo di tremenda crisi occupazionale. Richiamandosi al Decreto Gullo sull’imponibile di manodopera nelle campagne e rielaborando l’esperienza emiliana avviò una campagna di sciopero a rovescio in salsa lentinese: centinaia e centinaia di braccianti andavano a zappare, senza l’autorizzazione dei proprietari, gli agrumeti che ne avevano bisogno ma erano lasciati in stato di trascuratezza. A volte le paghe arrivarono, altre volte no. Nell’ottobre del 1948 scoppiò il caso che rimase nella storia e che consacrò Mario Strano come dirigente coraggioso e convincente: in contrada Vaddara, in una vasta proprietà del Barone Beneventano giunsero nove carabinieri per cacciare i lavoratori abusivi. Senza tanti preamboli né validi argomenti lo arrestarono mentre intimavano agli altri di lasciare il fondo. Ma i suoi compagni tentarono di liberarlo. Da ciò nacque uno scontro epico tra lavoratori e forze dell’ordine. I carabinieri furono disarmati, dispersi per le campgna ed alcuni anche feriti.

Agli occhi dei lavoratori quella era stata una psedizione punitiva richiesta non dalle autorità ma personalmente dal Barone. E in realtà non era mai accaduto, in decine di altri casi che le forzee dell’ordine procedessero con tanta decisione all’arresto di un sindacalista. Qualche mese dopo furono processati 220 lavoratori, molti dei quali furono condannati.

Mario Strano Rimase in carcere per 14 mesi in attesa di un’accusa, senza potere incontrare un avvocato. Quando ci fu il grande processo fu assolto per non aver commesso alcun reato. Nessuno gli chiese mai scusa né lo risarcì per i 14 mesi vissuti in galera. Era chiaro il tentativo di intimidire sindacati e lavoratori. Ma egli con grande sangue freddo riuscì a trasformare il carcere in una occasione per studiare, leggere, approfondire. E dopo i 14 mesi di galera, anziché perdere tempo in lamentele e vittimismi, in cause e richieste di risarcimenti, si ripresentò sul fronte sindacale e politico più preparato e determinato di prima.

Tornò a dirigere la Camera del Lavoro, poi fu candidato alle elezioni regionali e venne eletto Deputato con una travolgente affermazione personale.

Successivamente fu chiamato a dirigere la Lega Nazionale delle Cooperative, l’Alleanza Contadina, l’Associazione Provinciale dei Produttori Agrumicoli e Ortofrutticoli.

Dovunque è andato ha sempre lasciato un forte esempio di trasparenza, onestà, disinteresse e straordinario impegno nel lavoro.

L’ultima volta che lo vidi, tre anni fa, mi colpì la sua lucidità, la sua capacità di collegare fatti persone ed episodi e di capire connessioni e conseguenze e lo straordinario numero di libri che sbucavano dai posti più impensati.

Molti politici più giovani non conoscono né la storia del movimento bracciantile a Lentini né il valore di Mario Strano, né la sua cultura, ma chi non ha mai scambiato l’estremo disinteresse per dabbenaggine lo ricorda come un Maestro.

Da parte mia spero di coinvolgere alcun amici e compagni per organizzare un incontro per ricordarlo degnamente e solennemente.

 

 

 

 

 

Viva le vacanze

Sa oggi fino alla fine d’agosto sarà periodo di vacanza per tutti. Anche chi resta in casa entra in una dimensione di lentezza, di leggerezza, di lieve e relativo disinteresse. Anche a noi succede, ed anche agli amici che ci seguono. Non vi tedieremo con i nostri “frastonni”. Però se ci capiterà di scrivere qualcosa lo faremo senza impegni e senza pretese. Se vi capiterà o ne avrete voglia, le pagine sono sempre aperte e può darsi che troverete qualcosa di simpatico e inaspettato. Buone vacanze